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Renato Zero, i concerti di 'Zerovskij' diventano un film: 'Se vuoi sperimentare non devi sentire le pressioni del mercato'

Renato Zero, i concerti di 'Zerovskij' diventano un film: 'Se vuoi sperimentare non devi sentire le pressioni del mercato'

Renato Zero in concerto, ma al cinema. Arriva nelle sale "Zerovskij - Solo per amore", film-concerto del tour che lo scorso anno ha visto il Re dei Sorcini presentare dal vivo il suo omonimo album in studio. Oltre due ore di musica registrate durante gli spettacoli all'Arena di Verona: "Il cinema ha catturato Zerovskij, la mia opera sinfonica", dice Zero.

"Zerovskij - Solo per amore" sarà proiettato al cinema solamente per tre giorni, il 19, 20 e 21 marzo, prodotto da Tattica (la società fondata da Zero) e distribuito da Lucky Red: "Volevamo sfuggire dai soliti schemi e dalle solite forme della canzone, dal compiacimento e dalla compiacenza di consegnare al pubblico - dei fedelissimi come dei semplici appassionati - sempre le solite cose. Penso a canzoni come 'Il cielo' e 'Triangolo': non se ne poteva più, stavolta bisognava dargli qualcosa di più", spiega il cantautore ai giornalisti radunati alla Casa del Cinema di Roma, dopo la proiezione in anteprima.
"La musica esce così da certi obbligati confini. Dalla prospettiva di sentirsi relegata nello spazio di pochi asfittici minuti".

Il tour di "Zerovskij" è stato un progetto ambizioso, ideato, scritto e diretto dallo stesso Renato Zero: ha integrato e inglobato nello stesso contenitore una serie di ingredienti e di prospettive. Non solo un concerto, ma anche un'opera teatrale, che ha coinvolto parecchie personalità. Oltre 60 orchestrali diretti dal Maestro Renato Serio, 30 coristi, 12 ballerini e diversi attori, "una compagine di professionisti di altissimo livello" - per dirla con le parole del cantautore. "È stato il tour meno fruttuoso, ho guadagnato giusto una birra e un panino", scherza lui, "ma ne è valsa la pena e abbiamo dimostrato che se si vuole la qualità, bisogna lasciare qualcosa sul piatto". Lo spettacolo è ambientato in un'improbabile stazione ferroviaria diretta dal misterioso Zerovskij. In scena si alternano le personificazioni di Amore, Odio, Tempo, Morte e Vita, ma anche curiosi personaggi come un figlio di nessuno chiamato Enne Enne e la coppia formata da Adamo ed Eva. Le atmosfere sono quasi da musical: "Ho avuto il coraggio di tentare una carta 'rivoluzionaria': ho messo a frutto tutte le esperienze che ho fatto in teatro, da 'Hair' a 'Orfeo 9' di Tito Schipa Jr.".

Renato Zero ha scritto la sceneggiatura e la regia di "Zerovskij" (affidata a Gaetano Morbioli per quanto riguarda le riprese) insieme a Vincenzo Incenzo: "Doveva venir fuori l'odore della vita, quello delle periferie, degli autobus che tornano vuoti la notte, delle case popolari; ci tenevamo ad abbracciare la dignità degli ultimi", racconta il paroliere, che quest'anno festeggia i vent'anni di collaborazione con Zero, a proposito del concept. I concerti duravano circa tre ore e mezza, ma lo spettacolo è stato ripensato per il cinema, sacrificando necessariamente delle parti (non mancheranno contributi inediti): "Ora, tanti dettagli narrativi, tante caratterizzazioni, impossibili a seguirsi simultaneamente dal vivo considerando distanze e postazioni, verranno alla luce in maniera netta grazie al grande schermo e ad un'attenta regia video", aggiunge Vincenzo Incenzo.

Ma cosa ci sarà dopo "Zerovskij"? "Stiamo già scrivendo con Vincenzo Incenzo la seconda parte. Zerovskij è uno che non si accanna facilmente, quindi mettetevi l'anima in pace", risponde il cantautore. Che poi precisa: "No, no, era solamente una battuta. Certo, mi piacerebbe e vorrei ancora che Zerovskij si occupasse delle vicende umane". Zero si dice intenzionato a proseguire su questa rotta: "Sono contento di essere ancora libero di decidere per la mia vita artistica e personale. Non voglio ostacoli al mio passaggio: voglio arrivare alla gente fragrante, sincero e con la vitalità di questi 67 anni. Io credo che tutto dipenda dalla volontà. Se hai voglia di sperimentare, non devi stare a sentire le pressioni del mercato e le tendenze".

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